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E’ certamente quello della meccanica il comparto dell’economia parmense che spera nelle migliori occasioni di riscatto a seguito dell’intesa raggiunta tra UE e India, finalizzata a ridurre progressivamente le barriere commerciali, nella prospettiva di raddoppiare le esportazioni europee.
Primo assoluto per valore di esportazioni nel subcontinente (29,7 milioni di euro su un totale di 53), il comparto conta infatti di beneficiare dell’azzeramento dei dazi (in precedenza fissati al 44,0%) per un rilancio che consenta non solo di recuperare il lieve calo (-2,0%) registrato nei primi nove mesi del 2025), ma di rilanciare decisamente su un Paese che presenta straordinarie potenzialità.
“Già prima dell’accordo dei giorni scorsi - spiega il Vicepresidente della Camera di commercio dell’Emilia, Vittorio Dall’Aglio - abbiamo potuto verificare queste opportunità, con un sistema industriale parmense che si è dimostrato estremamente competitivo”.
“Fatta eccezione per il settore della meccanica e i mezzi di trasporto - sottolinea Dall’Aglio -, abbiamo registrato incrementi molto evidenti delle nostre esportazioni in tutti i settori più importanti per l’economia locale, con crescite dell’83,8% per i prodotti alimentari (2,7 milioni in nove mesi), del 70,8% per i prodotti chimici (4 milioni di euro al 30 settembre scorso), del 43,4% per gli apparecchi elettronici e ottici (2,2 milioni), del 28,5% per i prodotti farmaceutici (4,7 milioni) e del 17,6% per le materie plastiche (1,3 milioni)”.
“Un vero e proprio exploit – aggiunge il vicepresidente della Camera di Commercio dell’Emilia – si è poi registrato per gli apparecchi elettrici; in questo caso, infatti, il valore delle esportazioni è sostanzialmente triplicato, superando 1,4 milioni di euro”.
“Ora - conclude Dall’Aglio - occorrerà seguire con attenzione lo sviluppo dell’accordo, ma è indubbio che si apre la prospettiva di un incremento di scambi che, tra l’altro, concorrono a differenziare ulteriormente le aree sulle quali le nostre imprese sono presenti”.
La riduzione dei dazi doganali a carico dei prodotti di punta dell’economia italiani tocca in modo rilevante l’automotive e la componentistica (con dazi che passano dal 110,0% al 10,0%), la meccanica (dal 44,0% a zero), l’agroalimentare e il vino (dal 150,0% si passa subito al 75,0%, per poi arrivare, negli anni, al 20,0%) e, in misura molto più modesta, la chimica e la farmaceutica (dal 22,0 all’11,0%).
