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Dopo aver chiuso il 2025 con un segno negativo dell’1,1%, nei primi tre mesi di quest’anno sono tornate a crescere le vendite del commercio al dettaglio in provincia di Parma, segnando un incremento dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Questo recupero ha interessato il 32,5% delle aziende, a fronte di un 43,5% d’imprese che non ha registrato variazioni e di un 23,9% che ha invece subito una contrazione delle vendite. Il dato provinciale si posiziona comunque ben al di sopra di quello regionale, che evidenzia una flessione dello 0,2%.

Dalle elaborazioni dell’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia emerge che tra i comparti del dettaglio parmense sono stati l’alimentare e la grande distribuzione organizzata, comprensiva d’ipermercati, supermercati e grandi magazzini, a trainare la ripresa, rispettivamente con un +6,1% e un +2,9%. Di segno opposto, invece, le vendite nel settore dell’abbigliamento e degli accessori, che flettono dell’1,7%.

Analizzando l’andamento del primo trimestre del 2026 in base alle dimensioni aziendali, la classe da 1 a 5 dipendenti ha subito una contrazione dello 0,4%, mentre le imprese da 6 a 19 addetti hanno registrato un aumento del 3,9% e quelle da 20 dipendenti in su si sono attestate a un +3,2%.

Per quanto riguarda il trimestre in corso, le previsioni vedono prevalere un orientamento alla stabilità (63% delle imprese), mentre il 22% delle aziende confida su un aumento e il 15%, invece, prevede una diminuzione delle vendite.

Resta elevata la percentuale d’imprese che non prevede evoluzioni della propria attività anche nei prossimi 12 mesi, pari al 61% del campione, mentre il 33% prefigura uno scenario di sviluppo.

Anche per questo motivo, la netta maggioranza delle imprese parmensi (76%) prevede di mantenere invariati gli investimenti, così come le assunzioni (82%), le spese in ricerca e sviluppo (86%), internazionalizzazione (90%) e innovazione (77%).

In questo scenario si inseriscono alcuni specifici fattori di criticità derivanti dalle tensioni internazionali. Per il commercio parmense queste si traducono in due sfide principali, rappresentate dall’aumento dei costi delle materie prime, segnalato dal 72% delle aziende, e dai rincari energetici, indicati dal 69% degli intervistati.

Non a caso gli imprenditori del commercio parmensi chiedono che il supporto da parte delle istituzioni si concentri principalmente sulla concessione d’incentivi fiscali (64%) e sulla riduzione dei costi energetici (62%).


Ultimo aggiornamento

01-07-2026 10:55

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