Salta al contenuto

Sono apparse in lieve flessione, nel primo trimestre 2026, le vendite del commercio al dettaglio reggiano; un -0,9% rispetto allo stesso periodo del 2025 che ha segnato anche un’inversione di tendenza rispetto al bilancio complessivo dello scorso anno, che si era chiuso con un aumento dell’1,9%.

I dati elaborati dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia evidenziano, inoltre, che anche per il trimestre in corso le prospettive rimangono incerte. Solo un quarto delle aziende reggiane, infatti, prevede un aumento delle vendite, mentre il 16% ritiene che la contrazione sia destinata a perdurare e la quota restante è orientata alla stabilità.

L’incertezza domina anche le previsioni dei commercianti relativamente ai prossimi dodici mesi, sebbene l’indice di fiducia si sposti un po’ più in alto, visto che il 32% delle imprese si attende aumenti delle vendite e la quota dei meno ottimisti si attesta al 6%.

Tra le sfide che il commercio al dettaglio si trova ad affrontare, dalle segnalazioni delle imprese spiccano l’aumento dei costi energetici (74%) e il rincaro delle materie prime (73%).

Questa diffusa incertezza si riflette in modo significativo sulle scelte strategiche delle imprese, spingendo la maggior parte delle unità commerciali verso una posizione di attesa rispetto a nuovi investimenti.

Nello specifico, le previsioni indicano che rimarranno invariati o non registreranno incrementi gli investimenti per il 61% delle aziende, le nuove assunzioni per l'84%, le attività di ricerca e sviluppo per il 75%, i piani di internazionalizzazione per il 91% e i progetti legati all'innovazione per l'81%.

Per far fronte alle criticità evidenziate, il commercio al dettaglio reggiano chiede interventi istituzionali su due fronti primari: la riduzione dei costi energetici, indicata dal 55% degli intervistati, e l’adozione di incentivi fiscali, caldeggiata dal 53% delle imprese.


Ultimo aggiornamento

01-07-2026 10:55

Questa pagina ti è stata utile?