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Pur con un rallentamento rispetto ai valori del primo trimestre (un sorprendente +12,4%), le esportazioni parmensi hanno chiuso i primi sei mesi dell’anno con un’evidente crescita.
A giugno, infatti, il valore dei flussi di beni verso l’estero è aumentato del 5,5% rispetto allo stesso periodo del 2025; si tratta, in sostanza, di 280 milioni in più in un anno, che hanno così portato il valore delle esportazioni a 5,342 miliardi.
Il saldo commerciale con l’estero - evidenziato dalle analisi condotte dall’Ufficio Studi della Camera di commercio dell’Emilia su dati ISTAT - è risultato positivo per 2,537 miliardi, anche a causa di una flessione del 4,9% delle importazioni, che nella nostra provincia ammontano a 2,805 miliardi di euro.
Il traino di questa crescita di flussi di merci verso i Paesi esteri è stato esercitato, ovviamente, dal comparto manifatturiero, che da solo, con 5,207 miliardi, copre il 99,3% delle esportazioni e ha registrato una crescita pari a 272 milioni.
Più nel dettaglio, il quadro della manifattura parmense alla fine del secondo trimestre di quest’anno è caratterizzato dall’ottima performance dei prodotti farmaceutici, in crescita del 26,0% e attestati ad un valore di 778 milioni di euro.
Crescita decisa, percentualmente, anche per i prodotti chimici, con un +13,3% e 350 milioni di euro di valore.
Decisamente superiore alla media, poi, anche la crescita di valore dei macchinari, che costituiscono la fetta più importante delle esportazioni parmensi, con un’incidenza pari al 29,2%. In questo caso l’incremento delle vendite all’estero è stato del 6,8%, per un valore di 1,519 miliardi di euro.
In flessione, invece, l’agroalimentare, che incide per il 28,6% sulle esportazioni parmensi e che, perdendo il 3,3%, è sceso a 1,490 miliardi di euro e ha perso il primato nella graduatoria dei prodotti più esportati dalla nostra provincia.
Tra i continenti di destinazione delle merci prodotte a Parma, l’Europa si mantiene al primo posto, con una crescita del 6,1% rispetto ai primi sei mesi del 2025 e un valore che si è portato a 3,606 miliardi di euro, cifra che vale il 67,5% del totale delle esportazioni. Buono anche il dato del continente americano, che con un +15,7% ha portato il valore delle sue importazioni a 981 milioni, mentre l’Asia è scesa a 472 milioni di euro, cedendo il 6,7%.
L’analisi dell’Ufficio camerale rileva, a livello di singoli Paesi, che gli Stati Uniti, con un balzo del 30,0% e un ammontare del flusso di merci provenienti da Parma di 728 milioni di euro, sono diventati il primo partner commerciale, con un’incidenza sull’export totale pari al 13,6%.
Sulla rilevante crescita delle esportazioni negli Usa hanno pesato positivamente le ottime performance di alcuni settori: il +208,4% dei metalli di base e prodotti in metallo, il +68,9% degli apparecchi elettrici, il +46,5% dei macchinari e il + 46,0% dei farmaceutici.
La Germania, poi si è mantenuta in seconda posizione, con un +8,9% ed un valore totale di merci importate di 707 milioni di euro. La Francia, invece, è scesa dalla prima alla terza posizione della graduatoria, pur segnando un aumento dello 0,2% che ha portato il valore dei flussi a 660 milioni di euro.
Marcati aumenti, infine, sono stati rilevati per la Spagna (quarto posto della classifica), con 305 milioni di valore e un aumento del 10,6%, e il Regno Unito che, con un +18,1%, ha portato a 259 milioni di euro il valore delle importazioni di beni prodotti a Parma.
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