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Si rafforza ulteriormente, e in modo netto, il valore delle esportazioni parmensi. Dopo il brillante +5,3% fatto segnare alla fine del 2025, infatti, i flussi verso l’estero sono aumentati del 12,4% nel primo trimestre 2026, portandosi a un valore di 2 miliardi e 787 milioni.

Rispetto allo stesso trimestre 2025, dunque, l’aumento percentuale si traduce in 308 milioni in più.

Questa eccellente performance posiziona Parma al secondo posto in ambito regionale per crescita dell’export, subito dietro Piacenza. Il motore principale di questo risultato è il settore manifatturiero, che ha messo a segno un significativo aumento del 12,6% e che da solo rappresenta il 96,6% dei flussi totali verso i mercati esteri.

L’analisi settoriale condotta dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia sui dati ISTAT evidenzia come oltre il 70,0% degli scambi commerciali sia concentrato in soli tre comparti. L'agroalimentare mantiene il primato con un volume di 715 milioni di euro e un'incidenza del 26,5%, nonostante una contrazione del 9,6% che si traduce in 76 milioni di euro in meno rispetto al periodo di riferimento. Segue, a brevissima distanza, il comparto di macchinari e apparecchi (26,4% sul totale) che, con una crescita del 14,7%, ha portato il valore delle esportazioni a 712 milioni di euro (91 in più rispetto allo stesso trimestre 2025).

Il terzo pilastro è rappresentato dal chimico-farmaceutico, che ha generato scambi in uscita per 556 milioni di euro. L'incidenza di questo settore, pari al 20,7%, si è rafforzata grazie ad un eccezionale incremento dell'85,3%.

Segnali positivi sono giunti anche dal comparto delle sostanze e prodotti chimici, cresciuto del 10,2% (15 milioni in più), per un totale di 167 milioni.

Al contrario, gli articoli in gomma, materie plastiche e altri prodotti della lavorazione dei minerali non metalliferi hanno registrato una flessione del 4,3%, con vendite all’estero che si sono attestate a 144 milioni. Da segnalare, infine, l’ottima performance degli apparecchi elettrici, che nei primi tre mesi dell’anno hanno mostrato un balzo del 77,4% (27 milioni di euro in più), raggiungendo un valore totale di 61 milioni.

Per quanto riguarda le aree geografiche più ricettive rispetto al “made in Parma”, l’Europa si conferma il mercato principale con un valore di un miliardo e 761 milioni di euro, con una crescita del 3,6% e un’incidenza del 63,2% sul totale dei flussi.

La vera sorpresa arriva però dal continente americano, che registra un balzo del 58,7% e ha assorbito 638 milioni d’importazioni dalla provincia parmense, arrivando a pesare per il 22,9% sul totale dell'export. Buona dinamica anche per i flussi verso l'Asia, che sono saliti a quota 265 milioni di euro con un incremento del 10,6%.

In linea con questo trend, gli USA conquistano la prima posizione nella graduatoria dei paesi partner dell’economia parmense, scalando il podio rispetto al primo trimestre del 2025, quando occupavano il terzo posto. La crescita sul mercato statunitense si è tradotta in 242 milioni di valore in più rispetto al primo trimestre 2025, corrispondenti a un incremento dell’89,5%. L’attuale volume di export verso gli Stati Uniti, salito a 511 milioni di euro con un’incidenza del 18,4% sul totale, è guidato principalmente dal boom del comparto chimico-farmaceutico, cresciuto del 272,9% per un valore totale di 260 milioni di euro.

La Germania, pur cedendo il primato della classifica, è comunque salita a quota 347 milioni di euro grazie a un incremento del 5,4%. La Francia, invece, è scesa dal primo al terzo posto, registrando una flessione del 5,7% e portando il valore totale delle merci importate da Parma a 316 milioni di euro. Si nota infine l’ottima progressione dei flussi verso la Cina, le cui importazioni di merci parmensi sono cresciute del 65,7%. Con un valore di 70 milioni di euro, il paese asiatico occupa oggi la settima posizione in classifica, mentre soltanto un anno fa si trovava all'undicesimo posto.


Ultimo aggiornamento

15-06-2026 10:19

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