Contenuto
Si è chiuso bene il 2025 per le esportazioni parmensi, il cui valore è salito del 5,3%.
Un risultato che ha confermato, migliorando, gli andamenti già registrati nel primo semestre (+3,5%) e alla fine del settembre scorso (+5,0%).
Il bilancio di fine anno, dunque, ha visto salire a 10,06 miliardi di euro il valore delle esportazioni della provincia di Parma, con 503 milioni in più rispetto al 2024.
“Sono risultati - sottolinea il Vicepresidente della Camera di commercio dell’Emilia, l’imprenditore parmense Vittorio Dall’Aglio - che confermano con evidenza la vitalità del nostro tessuto produttivo, tanto che Parma appare largamente in testa alla graduatoria delle province che nel 2025 hanno registrato i maggiori incrementi dell’export”.
“L’aumento medio regionale - spiega Dall’Aglio – si è fermato all’1,3% ma, al di là delle graduatorie, il dato più rilevante per il nostro sistema produttivo è che pressoché tutti i comparti hanno registrato incrementi di valore”.
“Il positivo bilancio del 2025 - osserva il Vicepresidente della Camera di commercio dell’Emilia - ha ridato slancio ad un flusso che nel 2024 era apparso stagnante, riportando un valore significativo per le nostre imprese”. “Ciò nonostante - prosegue Dall’Aglio - non possiamo non essere fortemente preoccupati per le conseguenze, prima di tutto umane, ma poi anche economiche, del conflitto in Medio Oriente; mentre è necessario accrescere ogni azione diplomatica che ripristini condizioni di normalità nelle relazioni tra Paesi, nel breve periodo è necessaria l’adozione di interventi urgenti a sostegno delle imprese, soprattutto per affrontare questi costi energetici in forte risalita che incidono pesantemente sulle attività produttive e sulla competitività del nostro sistema imprenditoriale”. “In questo senso - conclude Dall’Aglio - apprezziamo l’impegno del Governo sulla riduzione delle accise sui carburanti, ma è evidente che una finestra di 20 giorni non corrisponde alle attese di un sistema imprenditoriale che ha bisogno di condizioni stabilmente meno onerose per programmare investimenti che risultano sempre più rischiosi in una situazione di incertezza, che agisce anche come dissuasore”.
Tornando al bilancio dell’export parmense nel 2025, le analisi dell’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia sui dati ISTAT evidenziano il buon andamento del settore manifatturiero che, con 9,8 miliardi, vale il 97,4% dei flussi verso l’estero.
L’analisi specifica sui singoli settori produttivi rileva un incremento del 5,1% per l’industria alimentare, con un valore che si è portato a 3,08 miliardi di euro (149 milioni in più in un anno), coprendo così il 31,4% dell’export manifatturiero.
Particolarmente rilevante, poi, l’incremento registrato nel comparto dei macchinari (il secondo, per incidenza, sull’export provinciale), con un +11,3% che ha portato il valore delle esportazioni a 2,8 miliardi (291 milioni in più rispetto al 2024).
Buoni risultati anche per l’industria farmaceutica, con 1,18 miliardi e un +7,8% che significa 86 milioni in più sull’anno precedente.
Più moderato l’incremento del comparto chimico (+1,5% con 631 milioni), mentre il settore degli articoli in gomma, materie plastiche e gli altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi è l’unico ad aver registrato una flessione (-2,9%) del valore dell’export, sceso a 586 milioni di euro.
L’analisi camerale relativa ai continenti di destinazione delle merci parmensi conferma e consolida il primato dell’Europa, con 6,7 miliardi (+4,3%), che copre il 66,8% dei flussi totali.
L’America ha fatto segnare un leggero aumento (+1,4%), salendo a quota 1 miliardo e 701 milioni, mentre è risultata più marcata la crescita dell’Asia, che oltrepassa (per 6 milioni) la soglia del miliardo di importazioni dalla provincia di Parma, con un +5,3%. Ottimi rapporti, infine, con l’Africa che, con un valore di 483 milioni, ha aumentato gli acquisti del 52,0%.
Tra i Paesi clienti del sistema produttivo parmense, la Germania è salita al primo posto con 1 miliardo e 283 milioni e un aumento del 6,1%, che porta al 12,8% l’incidenza sul totale dell’export di Parma.
Segue la Francia, risultata in contrazione dell’1,8%, con un valore totale di 1 miliardo e 263 milioni. Decisamente meglio gli scambi con gli Stati Uniti, con un aumento dell’export del 2,9% che determina un valore superiore a 1,1 miliardi.
Buoni scambi, ancora, con la Spagna, con un aumento del 10,2% che ha portato il valore a 533 milioni, mentre con il Regno Unito il nostro export ha ceduto il 12,2%, portandosi al di sotto del mezzo miliardo (448 milioni).

