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I nuovi contratti previsti a Piacenza nel mese di dicembre 2023 e nel trimestre dicembre 2023-febbraio 2024 mostrano dati in crescita.

Il mese corrente, infatti, si dovrebbe chiudere con l’attivazione di 1.580 nuovi rapporti di lavoro, vale a dire il 6% in più rispetto al dicembre 2022, mentre nel trimestre dicembre 2023/febbraio 2024 ne sono previsti 6.710, con una crescita del 5,5% rispetto agli stessi mesi invernali 2022/2023.

L’andamento dei nuovi contratti, secondo le analisi elaborate dal Sistema informativo Excelsior - gestito da Unioncamere-ANPAL-in collaborazione con l’Ufficio Studi della Camera di Commercio dell’Emilia, non mostra, in generale, segni di criticità, anche se le previsioni appaiono molto differenziate tra i settori di attività.

Le attivazioni previste a dicembre si concentreranno per il 65,8% nel settore dei servizi con 1.040 unità (-3,7% rispetto allo stesso mese del 2022) ed in particolare nei servizi alle imprese (580 unità) e alle persone (140), nei servizi turistici, di alloggio e ristorazione (120 ingressi) e nel commercio (210 ingressi).

Nell’industria manifatturiera e nelle public utilities è prevista una crescita, con 440 nuovi contratti (140 in più rispetto al dicembre 2022%), con il mantenimento dei livelli dell’anno precedente nel comparto delle costruzioni (110 unità).

Le imprese che prevedono assunzioni sono pari al 13% del totale e continua ad aumentare la quota di candidati introvabili nei processi di selezione di personale da parte delle imprese della nostra provincia, che dichiarano di avere difficoltà a reperire i profili ricercati nel 52% dei casi, equivalenti a 821 profili per il solo mese di dicembre.

Le cause all’origine di queste difficoltà sono riconducibili in parte alla mancanza di candidati (nel 35% dei casi) e, in parte, all’insufficiente preparazione dei candidati (nel 12,2% dei casi), così come alla richiesta di profili che abbiano già maturato esperienze specifiche nei diversi ambiti di attività.

Tra i profili più difficili da reperire emergono, nell’ambito dirigenziale e con elevata specializzazione tecnica,di difficile reperimento sono i tecnici dei rapporti con i mercati (nel 74,1% dei casi), i tecnici della salute (nel 67,7%) ed i tecnici in campo ingegneristico (nel 29,7% dei casi). Riguardo l’ambito degli impiegati e delle professioni commerciali e nei servizi, di difficile reperimento sono i professionisti qualificati nei servizi sanitari e sociali (nel 75,9% dei casi), gli esercenti ad addetti nelle attività di ristorazione (nel 72,3%), gli addetti alla segreteria e agli affari generali (nel 48%). Nel segmento degli operai, le difficoltà si scontano soprattutto nella ricerca di operai specializzati nell’edilizia e nella manutenzione di edifici (94,1%), di meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori macchine fisse/mobili (nel 79,2% dei casi), di fabbri ferrai costruttori di utensili (nel 78% dei casi).


Ultimo aggiornamento

28-12-2023 18:12

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