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La seduta del 17 aprile 2026, svoltasi presso la sede di Parma della Camera di commercio dell’Emilia, ha evidenziato un andamento contrastante tra le diverse filiere agroalimentari della zona. Sebbene il confronto diretto tra gli operatori e le Commissioni Tecniche confermi una buona regolarità negli scambi, il listino riflette un momento di assestamento per alcune categorie merceologiche, con ribassi localizzati che si contrappongono alla spinta dei prodotti d'eccellenza.
Per quanto riguarda il settore dei foraggi e dei salumi, la seduta ha evidenziato una situazione di piena stabilità, con volumi di scambio che rientrano nella normalità e prezzi che non hanno fatto registrare alcuna variazione rispetto alla precedente rilevazione.
Una maggiore vivacità ha invece caratterizzato il comparto delle granaglie, delle farine e dei sottoprodotti, sebbene orientata verso una leggera correzione al ribasso. Il frumento tenero nazionale ha mostrato scambi calmi accompagnati da una lieve flessione dei valori; in particolare, il prodotto biologico, sia nelle versioni di base che in quelle speciali di forza, ha subito una contrazione di 5,00 euro sia sui minimi che sui massimi, portando la quotazione massima di quest'ultimo a 427,00 euro per tonnellata.
Le varianti non biologiche hanno seguito una tendenza analoga con un calo più contenuto, pari a 2,00 euro su entrambi i valori, fissando il prezzo massimo del frumento tenero nazionale speciale di forza a 236,00 euro alla tonnellata. Anche la crusca di frumento tenero, indipendentemente dal confezionamento in sacchi o dalla vendita sfusa, ha registrato una diminuzione di 8,00 euro sia sul minimo che sul massimo, riducendo il prezzo della variante in sacchi a un tetto massimo di 220,00 euro alla tonnellata.
Di segno opposto appare l'andamento del comparto lattiero-caseario, dove il Parmigiano Reggiano ha manifestato, grazie a degli scambi buoni, segnali di prezzi in lieve aumento limitatamente alle stagionature di 12 e 15 mesi ed oltre, con un incremento di 5 centesimi sia sui minimi che sui massimi che sposta il valore della produzione 15 mesi e oltre a 15,75 euro al chilogrammo. In questo contesto di crescita si inserisce anche il siero di latte raffreddato per uso industriale, il cui prezzo è salito di 50 centesimi sul valore minimo e di 1,30 euro sul massimo, raggiungendo gli 11,30 euro alla tonnellata.
In controtendenza rispetto al settore caseario, lo zangolato di creme fresche per la burrificazione, ha mostrato un mercato caratterizzato da scambi normali ma con prezzi in lieve calo, segnando una diminuzione di 7 centesimi e attestandosi a un valore di 1,83 euro al chilogrammo.
In conclusione, la piazza di Parma riafferma la propria solidità strutturale pur in un contesto di mercato non uniforme. Sebbene la flessione registrata in alcune categorie del frumento e dei sottoprodotti, il costante trend positivo del Parmigiano Reggiano sottolinea la vitalità e il valore aggiunto di un’eccellenza che continua a trainare l'economia del territorio.
E’ possibile consultare i listini prezzi al seguente link: https://prezzi.emilia.camcom.it/ingrosso/parma/
