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Appaiono in deciso miglioramento le prospettive per l’economia parmense. Rispetto alla crescita zero ipotizzata alla fine dell’aprile scorso, le analisi dell’Ufficio Studi della Camera di commercio dell’Emilia sui dati degli scenari di previsione dell’Osservatorio Prometeia parlano, infatti, di un valore aggiunto in crescita dello 0,8%.
I dati previsti per Parma si collocano al di sopra della crescita media stimata sia a livello regionale (0,6%) che nazionale (+0,5%).
Ad eccezione dell’agricoltura - che dovrebbe scontare una flessione del valore aggiunto dell’1,2% - tutti i comparti vantano previsioni di crescita, con l’industria che dovrebbe far segnare un +1%, le costruzioni stimate in aumento dell’1,2% e i servizi indicati a +0,7%.
A trainare l’espansione dell’economia parmense saranno soprattutto i flussi di beni verso l’estero, per i quali è prevista una crescita molto rilevante: un +12,6% che risulta largamente superiore al più +0,6% previsto a livello regionale e al +1,8% atteso a livello nazionale.
“Nonostante il contesto complessivo non sia favorevole - sottolinea il Vicepresidente della Camera di commercio dell’Emilia, Vittorio Dall’Aglio - l’economia parmense resta solida e conferma la sua competitività”.
“Insieme alle prospettive di crescita che riguardano quasi tutti i settori - prosegue
Dall’Aglio - è importante rilevare, al proposito, che dovremmo registrare anche un aumento degli occupati pari allo 0,7%, con una contemporanea riduzione del tasso di disoccupazione, che dovrebbe passare dal 4% al 3,3%”.
“Nonostante le previsioni siano in miglioramento - sottolinea Dall’Aglio - non sono però azzerate le preoccupazioni determinate dall’instabilità del contesto internazionale e dal rilevante aumento dei costi che le imprese stanno subendo, così come resta qualche timore a proposito del reddito reale delle famiglie”. “Le previsioni – conclude il Vicepresidente della Camera di commercio dell’Emilia - indicano, a questo proposito, un aumento del 3,7%, ma è evidente che occorrono misure atte a contenere un’inflazione che rischia di produrre una significativa erosione dei valori reali”.

