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E’ risultato in moderata crescita, nel quarto trimestre 2025, il commercio reggiano.

Secondo le analisi dell’Ufficio studi e statistiche della Camera di commercio dell’Emilia, infatti, l’andamento delle vendite ha registrato un +1,9% rispetto al quarto trimestre 2024, con il 28% delle imprese che ha segnalato stabilità, il 50% interessato da aumenti e il 22% da cali.

Il commercio al dettaglio di prodotti alimentari ha registrato una crescita dello 0,4%, mentre è sceso dell’1,1% il valore espresso dal dettaglio di prodotti non alimentari.

A livello di grandi superfici, la crescita (+10,3%) ha interessato ipermercati, supermercati e grandi magazzini, con le imprese divise tra quelle segnate da aumenti (l’11% sul totale), quelle che hanno scontato cali (il 3% sul totale) e da stabilità (86%).

Relativamente all’andamento delle vendite previsto per il trimestre in corso, il 61% delle imprese ipotizza stabilità, il 15% una crescita e il 24% un calo.

“E’ soprattutto quest’ultimo dato a preoccupare”, sottolinea il presidente della Camera di commercio dell’Emilia, Stefano Landi”; un quarto delle imprese, di fatto, prevede una flessione, ma è un dato stimato ancora alla vigilia del conflitto in Medio Oriente”.

“Oggi – prosegue Landi – le famiglie e le imprese sono alle prese con aumenti dei costi dell’energia molto rilevanti, che pesano sulle realtà imprenditoriali e sui bilanci delle famiglie in modo significativo, con ripercussioni che, per i consumatori, riguarderanno, almeno in parte, anche altri prodotti di uso comune”.

“Per questo – conclude Landi – è evidente la necessità di interventi che consentano di arrestare le dinamiche di rialzo tuttora in corso e di assicurare sostegni che diano sollievo a famiglie e imprese in questa difficile fase congiunturale”.

Tornando ai dati, a Reggio Emilia nel 2025 il Registro Imprese ha fotografato la presenza di 8.360 imprese attive nel commercio, equivalenti al 17,9% del totale delle realtà imprenditoriali reggiane.

Il 50,8% è operanti nel dettaglio (4.248) e il 49,2% all’ingrosso (4.112). Delle 8.360 imprese attive nel commercio, poi, il 14,7% è a titolarità straniera (1.228), il 24,8% femminile (2.071) e il 9,3% giovanile (781).

Il 61,8%, infine, è costituito come impresa individuale, il 23,5% come società di capitale, il 14,1% come di società di persone, lo 0,2% in forma cooperativa, lo 0,1% come consorzio e lo 0,3% in altre forme.


Ultimo aggiornamento

26-03-2026 12:00

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