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In provincia di Piacenza, nel mese di settembre sono previsti 2.860 nuovi contratti di lavoro, pari a 170 in meno rispetto allo stesso mese del 2025, con una flessione del 5,6%. La situazione è prevista in miglioramento nel corso del trimestre settembre-novembre 2026, con 8.510 nuove attivazioni con una leggera flessione di 80 unità equivalente a un -0,9%.
Le elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di commercio dell’Emilia su dati Excelsior, individuano l’industria quale comparto più colpito dalla diminuzione dell’offerta di lavoro con sole 650 entrate, 80 contratti in meno e in calo dell’11,0% sul mese di confronto. Di queste attivazioni 480 saranno riservate alla manifattura e public utilities e 180 alle costruzioni. È, invece, del 4,1% la contrazione attesa nei servizi (90 contratti in meno), che con le loro 2.120 unità coprono il 75,2% del totale provinciale previsto a settembre. In questo settore ai servizi alle imprese è riservata la quota di entrate più alta con 730 unità. Segue da vicino il commercio con 700 e completano il quadro settoriale i servizi alla persona con 360 unità e le attività di alloggio e ristorazione con 330.
Il settore primario, a settembre, rimane stabile con 90 nuovi contratti.
Nel corso del trimestre settembre-novembre, l’industria prevede di ridurre le perdite del primo mese, con 1.790 attivazioni, in calo di 60 sul periodo di confronto e con una perdita percentuale del 3,2%. Nel manifatturiero si prevedono 1.270 nuovi ingressi e nell’edilizia 520.
In miglioramento anche la situazione in ambito servizi, i cui 6.400 contratti si ridurranno rispetto allo stesso trimestre del 2025 di 60 con una lieve contrazione dello 0,9%. Il commercio conta di attivare 2.500 unità, i servizi alle imprese 2.030, il comparto alloggio e ristorazione 1.060 e i servizi alla persona 820.
Buone le previsioni per l’agricoltura con un +18,5% su base trimestrale, determinato da 320 attivazioni delle quali 50 in più rispetto all’anno precedente.
Le aziende piacentine che contano di rinforzare gli organici a settembre sono il 18,9% del tessuto imprenditoriale provinciale e nel 34,0% dei casi sono interessate a risorse umane under 29, mentre per il 58,0% delle nuove attivazioni è richiesta esperienza pregressa nella mansione.
Le forme contrattuali offerte dalle imprese, riguardano il tempo indeterminato nel 17,9% dei casi e l’apprendistato nel 4,5%. Alle altre tipologie di contratto con durata predefinita è dedicato il 77,6% delle attivazioni, con il tempo determinato al 43,9% e la somministrazione al 23,7%.
Infine, il 46,2% delle imprese ritiene che non riuscirà a reperire le figure professionali ricercate, per mancanza di candidature nel 29,9% dei casi e per il 13,1% degli stessi a causa di una non del tutto adeguata preparazione professionale degli aspiranti alle posizioni vacanti.
L’Ufficio Studi della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea.

