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Continua a mantenersi al di sotto dei livelli registrati nel 2025 il numero dei nuovi contratti che le imprese parmensi intendono attivare.

La flessione significativa registrata a maggio (-4,4% rispetto allo stesso mese dello scorso anno) sembra oltretutto destinata a subire un’accelerazione a giugno; le previsioni, infatti, indicano l’attivazione di 4.200 nuovi contratti, 480 in meno (-10,3%) rispetto allo stesso mese del 2025.

La tendenza al rallentamento permarrà, riducendosi leggermente in entità, anche nel trimestre giugno-agosto, periodo nel quale sono previste 12.540 nuove attivazioni, con una contrazione di 1.290 unità su base annua.

Secondo le rilevazioni del rapporto mensile Excelsior, elaborate dall’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia, il settore dei servizi assorbirà, a giugno, la quota principale delle nuove attivazioni con 2.460 unità, subendo tuttavia un calo del 12,8%, corrispondente a 360 contratti in meno rispetto all'anno precedente. All'interno di questo comparto, che da solo copre il 58,6% delle nuove entrate, la distribuzione vede in prima fila i servizi alle imprese con 910 nuove attivazioni, seguiti dal comparto dell'alloggio e ristorazione con 560 unità, dal commercio con 540 e dai servizi alla persona con 450.

L'industria, dal canto suo, prevede 1.600 nuovi contratti, registrando una flessione di 110 unità nel mese, corrispondente a un -6,4%. Nello specifico, il comparto manifatturiero e delle public utilities esprimerà 1.290 nuove attivazioni, mentre le costruzioni si attesteranno a 310.

Di segno negativo risulta anche il settore primario che, con 150 nuovi contratti, registra un decremento percentualmente rilevante (-6,3%), ma corrispondente a sole 10 unità in meno.

Le proiezioni per l’intero trimestre giugno-agosto 2026 confermano flussi negativi nei due principali comparti aziendali parmensi. I servizi guideranno la domanda con 6.980 nuovi contratti, scontando però una contrazione di 850 unità rispetto al trimestre dell'anno precedente (-10,9%). Più nel dettaglio, si prevedono 2.710 nuove attivazioni nei servizi alle imprese, 1.570 nel comparto turistico e della ristorazione, 1.440 nel commercio e 1.270 nei servizi alla persona.

Il settore industriale esprimerà complessivamente 5.000 nuovi contratti, di cui 4.130 concentrati nella manifattura e 870 nell’edilizia, risentendo di un calo trimestrale di 500 unità (-9,1%).

Il comparto agricolo, infine, registrerà un’inversione di tendenza su base trimestrale, portandosi a quota 560 unità, 50 in più rispetto al 2025 (+9,8%).

Sul piano della natura contrattuale, il 21,0% delle nuove entrate sarà caratterizzato da stabilità attraverso formule a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre il restante 79,0% sarà coperto da nuovi contratti a durata predefinita. Le realtà aziendali in provincia di Parma propense a investire in nuove risorse umane nel mese corrente rappresentano il 19,0% del tessuto produttivo locale. Le aziende intenzionate ad attivare nuovi contratti tengono particolarmente conto della qualificazione e delle esperienze già maturate dai candidati; nel 63% dei casi, infatti, è richiesta esperienza professionale specifica o, comunque, nello stesso settore.

La quota di nuove attivazioni riservata ai giovani lavoratori con meno di 30 anni si attesta al 33,2% del totale. Al contempo, permane una marcata difficoltà di reperimento dei profili desiderati, segnalata dalle imprese in 48,8 casi su 100 e motivata principalmente dalla carenza di candidati (30,0% dei casi) e da una non del tutto adeguata preparazione professionale per il 13,6%.

L’Ufficio Studi e statistica della Camera di commercio dell’Emilia ha elaborato i dati forniti dal Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, grazie al Programma nazionale Giovani, donne e lavoro cofinanziato dall'Unione europea.


Ultimo aggiornamento

12-06-2026 07:48

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