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Il 28 luglio 2026, presso la sala contrattazione di Reggio Emilia della Camera di commercio dell’Emilia, si sono riunite le Commissioni Tecniche composte dagli esperti di mercato per le consuete rilevazioni dei prezzi all’ingrosso dei prodotti provinciali, focalizzandosi sui listini dei comparti lattiero-caseario, vitivinicolo, zootecnico e cerealicolo.
Per quanto riguarda il comparto lattiero-caseario, le commissioni hanno registrato un andamento di mercato attivo, con il Parmigiano Reggiano che mostra in particolare un aumento di 10 centesimi sia sul valore minimo sia sul massimo per le stagionature di 18 e 24 mesi e oltre, mentre il prodotto di 30 mesi e oltre registra un aumento di 5 centesimi su entrambi i valori portando il prezzo ad un massimo di 18,70 euro al chilogrammo. Nello stesso settore, anche lo zangolato di creme fresche per la burrificazione evidenzia un mercato attivo con aumenti di 5 centesimi, attestandosi ad un massimo di 1,40 euro al chilogrammo.
Nel settore di vini, mosti e uve, l'andamento del mercato si è presentato stazionario ma ha fatto registrare alcune flessioni rispetto alle precedenti rilevazioni, con cali di 10 centesimi al grado sul prezzo massimo di diverse tipologie che portano i vini Lambrusco Emilia rosso e rosato a un prezzo massimo di 4,90 euro a ettogrado, mentre nelle versioni frizzantato a un massimo di 5,50 euro. Si rileva la stessa flessione per il Vino Lambrusco Reggiano doc 2025, il cui massimo scende a 5,00 euro, e per il Vino rossissimo, che si attesta a 7,40 euro a ettogrado.
Sul fronte del bestiame bovino, l'andamento del mercato risulta in calo con diverse flessioni: nel settore dei bovini da macello a peso vivo si registrano cali di 5 centesimi sia sul minimo che sul massimo per la bovina di prima e seconda qualità, portando la prima qualità ad un massimo di 2,16 euro al chilogrammo, mentre quella di scarto perde 4 centesimi su entrambi i valori. Ulteriori flessioni sono presenti per i bovini da macello a peso morto, dove tutte le tipologie di vacca perdono 10 centesimi su entrambi i valori, portando quella di prima qualità a un massimo di 4,50 euro al chilogrammo. Per i bovini da allevamento e da riproduzione si rileva una flessione di 25 centesimi per i vitelli blue belga, inclusi quelli di seconda categoria, mentre i vitelli da latte sia di prima che di seconda qualità perdono 20 centesimi sul minimo e 30 sul massimo, mentre il mercato dei foraggi e della paglia risulta calmo.
Infine, l'analisi del listino di cereali, farine e proteici evidenzia un mercato attivo per i cereali, dove si registrano rialzi tra i 5,00 e gli 8,00 euro per il frumento tenero panificabile in tutte le sue categorie, con la variante speciali grani di forza che si attesta ad un titolo di esempio a un massimo di 244,00 euro alla tonnellata. Anche il mais nazionale ibrido registra un aumento di 3,00 euro su entrambi i valori, attestandosi a un massimo di 235,00 euro alla tonnellata, e il mercato delle farine si conferma ugualmente attivo: la crusca e il cruschello di grano tenero registrano aumenti compresi tra i 3,00 e i 5,00 euro su tutte le varianti, mentre il farinaccio di grano tenero evidenzia aumenti di 3,00 euro sul minimo e sul massimo in tutte le varianti, arrivando a titolo di esempio nella versione in sacco carta a un massimo di 232,00 euro alla tonnellata.
E' possibile consultare i listini prezzi completi al link seguente: https://prezzi.emilia.camcom.it/ingrosso/reggio-emilia/
