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Trentanove progetti, 1.410.000 euro di contributi a fondo perduto che sosterranno un investimento complessivo di 5,8 milioni, 210 attori coinvolti e un unico obiettivo: trasformare la ricchezza culturale, produttiva e sociale delle province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia in nuove occasioni di sviluppo economico e di promozione territoriale.
Sono questi gli esiti del bando della Camera di commercio dell’Emilia a favore dei diversi soggetti impegnati, a vario titolo, nella promozione economica del territorio, con la relativa graduatoria approvata dalla Giunta camerale nell’ultima seduta.
“Le iniziative ammesse a contributo – sottolinea il presidente della Camera di commercio dell’Emilia, Stefano Landi - compongono una mappa articolata che attraversa città, borghi, aree collinari e territori appenninici e mettono in relazione cultura, turismo, produzioni tipiche, commercio, formazione e innovazione, cioè tutti gli elementi che possono contribuire allo sviluppo economico locale”.
“Insieme al volume rilevante degli investimenti e alle ricadute che si potranno determinare – aggiunge Landi – il valore di questi progetti si lega proprio alla ricchezza e all’ampiezza dei progetti pervenuti e, non di meno, alle partnership importanti che li hanno determinati, mettendo in relazione enti locali, fondazioni, istituzioni culturali, associazioni, consorzi, università e soggetti economici”.
“A queste relazioni, che coinvolgono 173 attori di promozione economica insieme ai 39 proponenti i progetti – aggiunge Landi – si aggiunge un altro patrimonio, ovvero la possibilità di integrare le azioni su filoni di lavoro che concorrono, insieme, ad accrescere l’attrattività dei nostri territori, ad esempio agroalimentare ed enogastronomia, grandi eventi e cultura, risorse d’Appennino, borghi, mobilità sostenibile, commercio e vitalità dei centri urbani, innovazione, competenze e nuove imprese”.
E’ proprio su questi filoni che in provincia di Reggio Emilia il bando camerale ha assegnato risorse, ad esempio, al progetto “Reggio Emilia, Terra di Eccellenze” (che trasformerà il centro storico in una vetrina delle produzioni enogastronomiche, culturali e identitarie del territorio), a Fotografia Europea, ai progetti legati alla danza e alla musica della Fondazione I Teatri e della Fondazione nazionale della danza e, ancora, al progetto Via Emilia Startup, promosso dalla Fondazione REI, che andrà a sostenere la cultura dell’innovazione e la crescita di nuove iniziative imprenditoriali, nonché a diverse fiere e sagre tradizionali dislocate in diverse aree del territorio. Ricordiamo anche i progetti: Tempo al Tempo – Un territorio per fermarsi, scoprire, incontrare del Gruppo Storico Folkloristico Il Melograno A.P.S; Sottotraccia. Musica indipendente, live e nuovi ascolti in città del Consorzio Quarantacinque; Fiera di Santa Caterina 2026 di Proloco Guastalla.
Il territorio reggiano sarà protagonista anche di altri importanti progetti interprovinciali. Tra questi Il progetto Mobilità sostenibile per i Borghi e i Castelli di Emilia, promosso da Destinazione Turistica Emilia, che interesserà le tre province in cui opera la Camera di commercio dell’Emilia (Reggio Emilia, Parma e Piacenza) e punta a rendere più accessibile e integrata la fruizione dei borghi, dei castelli e degli itinerari turistici. Sempre in questa logica interprovinciale si svilupperà il progetto Red Feeding for Cheese, promosso dall’Associazione regionale allevatori dell’Emilia-Romagna, che interviene sul rapporto tra innovazione, alimentazione degli animali e qualità delle produzioni casearie.
“Gli effetti attesi – osserva Landi - riguardano l’aumento della frequentazione di eventi, centri storici, borghi e luoghi della cultura, la crescita della visibilità delle produzioni tipiche, il rafforzamento delle filiere agroalimentari, culturali e turistiche, il coinvolgimento delle imprese locali e la creazione di nuove opportunità per ricettività, ristorazione, commercio e servizi”.
“I progetti dedicati alla formazione e all’innovazione – conclude il presidente della Camera di commercio dell’Emilia - puntano inoltre a rafforzare le competenze, favorire l’incontro tra giovani e imprese e consolidare le relazioni tra sistema produttivo, università, formazione e ricerca”.

