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La seduta del 21 aprile presso la sede reggiana della Camera di commercio dell’Emilia ha restituito un quadro di mercato caratterizzato da una marcata eterogeneità, dove le performance positive dei comparti zootecnico e lattiero-caseario si contrappongono alla debolezza riscontrata nel settore cerealicolo. L'attività delle Commissioni Tecniche, frutto di un costante e proficuo confronto con gli attori della filiera, ha permesso di delineare un assetto che riflette fedelmente le attuali spinte divergenti dell'economia agroalimentare locale.
Entrando nel merito delle singole filiere, il mercato del Parmigiano Reggiano conferma la propria vitalità, proseguendo una fase attiva che si traduce in un incremento di 10 centesimi per le stagionature relative ai lotti di produzione di 12, 15 e 18 mesi, portando quest'ultima a un valore massimo di 16,70 euro al chilogrammo. Per quanto riguarda le stagionature più lunghe, ovvero i lotti di 24 e 30 mesi e oltre, non si registrano scostamenti rispetto alla rilevazione precedente, mantenendo posizioni invariate. Di segno opposto si muove invece il comparto dello zangolato di creme fresche per la burrificazione, che affronta una fase di contrazione subendo un calo di 15 centesimi, dato che posiziona il prezzo a 1,68 euro al chilogrammo.
Un andamento decisamente più vivace caratterizza il settore del bestiame bovino, coinvolgendo in modo trasversale i segmenti dell’allevamento e della riproduzione con una crescita diffusa di 30 centesimi, applicata sia sui valori minimi che sui massimi per tutte le categorie. Di particolare rilievo in questo scenario è la quotazione dei vitelli Bleu Belga, che raggiungono un valore massimo di 8,80 euro al chilogrammo, a fronte di una stasi che continua a interessare il mercato dei foraggi e della paglia.
Spostando l'attenzione verso il comparto dei cereali, delle farine e dei proteici, lo scenario appare più complesso e segnato da una diffusa debolezza. Il settore dei cereali evidenzia una flessione di 2,00 euro sulle diverse tipologie di frumento tenero nazionale panificabile. Tale tendenza negativa si riflette anche sul comparto delle farine, che registra ribassi per la crusca e il cruschello di grano tenero nelle varie tipologie di 8,00 euro sia sui valori minimi che massimi, mentre il cruscame di grano tenero e quello di grano duro accusano una flessione più marcata, pari a 10,00 euro su entrambi i valori. In controtendenza si muovono tuttavia i sottoprodotti del riso, che beneficiano di aumenti in tutte le categorie di 5,00 euro su entrambi i valori, portando il corpetto a un massimo di 485,00 euro alla tonnellata. Nel complesso, invece, il mercato dei proteici si mantiene stabile senza variazioni rispetto all'ultima rilevazione, così come si conferma un andamento calmo per il settore vinicolo. Quest'ultimo sconta però una flessione di 20 centesimi per varie tipologie di Lambrusco e per il vino rossissimo 2025, il cui prezzo minimo si attesta ora a 7,60 euro al quintale.
In conclusione, la seduta del 21 aprile presso la Camera di commercio dell’Emilia delinea un mercato in fase di riassestamento, dove la solidità del comparto zootecnico e le dinamiche positive del Parmigiano Reggiano rappresentano gli elementi trainanti dell'economia locale. A tale vivacità si contrappone la flessione registrata nel comparto cerealicolo e la lieve correzione nel settore vinicolo, confermando una tendenza generale in cui la qualità delle produzioni di punta continua a garantire tenuta e valore, pur in presenza di una fase di naturale riflessione che caratterizza i mercati delle materie prime agricole in questa giornata.
E' possibile consultare i listini prezzi completi al link seguente:
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