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Il panorama dell’innovazione reggiana ha tagliato il traguardo delle 100 startup innovative al 31 dicembre 2025, delineando un quadro territoriale caratterizzato da alcuni punti di forza relativi, in particolare, alla parità di genere e al settore dell’energia.
Secondo i dati del Centro Studi Tagliacarne elaborati dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di commercio dell’Emilia, nella nostra provincia vi sono 18,8 startup innovative ogni 100.000 abitanti, un valore che si posiziona appena al di sotto della media italiana, ma supera largamente i valori che si riscontrano in diverse province particolarmente vivaci dal punto di vista economico.
Nell’ultimo decennio le startup innovative reggiane sono aumentate del 33,3% e, oggi, la nostra provincia si colloca al 25° posto nella graduatoria nazionale (al quarto in quella regionale) delle province italiane per densità di questa tipologia di imprese rispetto alla popolazione, migliorando di ben nove posizioni il dato 2024.
Dall'analisi della composizione societaria emergono segnali incoraggianti sul fronte della parità di genere. L’incidenza delle startup a prevalenza femminile raggiunge infatti il 13,0%, un dato che supera la media nazionale.
Più complessa appare invece la situazione dell'imprenditoria under 35. Sebbene si contino 13 imprese giovanili, pari al 13,0% del totale, il dato rimane al di sotto della media nazionale. Nello specifico, la compagine giovanile si esprime attraverso 6 realtà a carattere esclusivo, 6 caratterizzate da una prevalenza forte e 1 società a carattere maggioritario.
Un elemento di eccellenza è invece rappresentato dalle imprese che operano nell'ambito dell'alto valore energetico e tecnologico, la cui incidenza sul totale delle startup reggiane tocca il 15,0%, superando la media nazionale di settore e confermando la vocazione tecnologica della provincia verso la transizione ecologica.
Sul piano della solidità finanziaria, il 38,0% delle 100 aziende innovative della provincia dispone di un capitale sociale pari ad almeno 10.000 euro, una quota che tuttavia risulta inferiore al parametro medio registrato su scala nazionale, collocando la nostra provincia a metà della graduatoria delle province italiane.
