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Le imprese parmensi vantano una vita media più lunga rispetto alla media nazionale, evidenziando, contemporaneamente, una più elevata capacità di resilienza anche in fasi pesanti come quella vissuta nel periodo pandemico, ma anche il rallentamento dell’ingresso d’imprese giovanili e qualche limite sull’età media dei titolari, che per quasi il 13% va oltre i 70 anni.
L’elevata reattività delle imprese parmensi alle condizioni di crisi viene confermata dal fatto che anche al termine della prima fase pandemica, alla fine del 2020, la durata in attività era collocata a 15,3 anni (4 in più rispetto al 2010) e, a differenza di altre realtà territoriali, è ulteriormente aumentata negli anni successivi, fino a giungere agli attuali 15,8 anni.
Le analisi dell’Ufficio Studi della Camera di commercio dell’Emilia confermano queste osservazioni, evidenziando una vita media delle imprese locali largamente superiore sia alla media nazionale (13,9 anni) che a quella regionale (14,6 anni).
Entrando nel dettaglio dei comparti, le attività agricole risultano essere le più longeve con una media di 20,8 anni, contro i 16,6 anni del settore industriale e i 15,0 anni dei servizi. Complessivamente, il 73,2% delle realtà parmensi oggi attive è nato dopo il 2000, mentre il 29,3% delle attività è stato avviato nel decennio compreso tra il 2010 e il 2019.
Analizzando i singoli settori manifatturieri, la vita media delle imprese raggiunge i valori più elevati nel comparto di carta e stampa (29,3 anni) e in quello di legno e mobili (17,0 anni). Al contrario, nel ramo della riparazione e installazione di macchine la media si attesta a 10,2 anni, mentre per il settore della moda si fissa a 13,7 anni.
Nel terziario registrano una longevità superiore alla media le attività immobiliari (23,2 anni) e quelle dei trasporti (19,5 anni), a fronte di una durata media più contenuta per le aziende operanti nell’istruzione (13,5 anni).
Il comparto turistico mostra una vita media complessiva di 12,5 anni, suddivisa tra un dato più alto nei servizi di alloggio (19,0 anni) e uno più basso nella ristorazione (12,5 anni), mentre le agenzie di viaggio e i tour operator vivono in media 17,2 anni.
All'interno del macro-mondo della ristorazione, le performance migliori appartengono a gelaterie e pasticcerie (14,5 anni), seguite da ristoranti (14,3 anni) e bar (12,4 anni).
Per quanto riguarda le forme giuridiche, le strutture più longeve risultano essere le cooperative con 26,5 anni di media, seguite dalle società di persone (24,5 anni) e dalle società di capitali (16,5 anni).
Elementi di particolare interesse emergono dall'analisi dei fattori di genere e generazionali. Le imprese femminili mostrano una vita media di 14,4 anni, un dato superiore sia alla media nazionale (12,3 anni) sia a quella regionale (12,7 anni).
Le imprese giovanili, invece, registrano un leggero calo rispetto al passato, attestandosi a 3,5 anni di vita media e, in questo specifico ambito, il territorio parmense si posiziona al di sotto della media regionale (3,6 anni), pur rimanendo al di sopra di quella nazionale (3,2 anni).
In merito al tasso di sopravvivenza delle imprese, risulta attualmente attivo l’83,5% delle realtà nate nel 2024, il 66,4% di quelle fondate nel 2020 e il 44,2% delle attività avviate nel 2015.
L’ETÀ MEDIA DEI TITOLARI
L’indagine della Camera di commercio dell’Emilia si focalizza inoltre sull’età media dei titolari d’impresa parmensi, che continua a mantenersi alta. Il 48,6% degli imprenditori ha infatti tra i 50 e i 69 anni, il 33,8% si colloca nella fascia tra i 30 e i 49 anni, il 12,8% supera i 70 anni e solo il 4,8% è rappresentato da giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni.
Nel complesso, l’età media dei titolari di impresa a Parma è di 53,5 anni, un dato superiore rispetto sia alla media nazionale (52,1 anni) sia a quella regionale (52,9 anni), con un'età media maschile leggermente più elevata rispetto a quella femminile (53,6 anni contro 53,0).
L'invecchiamento dei titolari appare particolarmente pronunciato nel settore agricolo, dove il 37,0% degli imprenditori ha più di 70 anni, il 42,5% ha tra i 50 e i 69 anni, il 17,6% si attesta tra i 30 e i 45 anni e solo il 2,9% è nella fascia tra i 18 e i 29 anni. In agricoltura l’età media raggiunge, dunque, i 63,1 anni, a fronte dei 52,4 anni registrati nell’industria e dei 50,8 anni nei servizi.
A contenere l'età media complessiva contribuiscono i titolari stranieri, che risultano significativamente più giovani rispetto a quelli italiani. Il 48,7% degli imprenditori comunitari e il 59,8% di quelli extracomunitari si colloca, infatti, nella fascia d'età tra i 30 e i 49 anni, laddove gli imprenditori italiani sono il 33,8%.

