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L’agroalimentare reggiano è presente in uno dei più importanti palcoscenici strategici internazionali di settore.
Dall'11 al 14 maggio, infatti, Milano ospita TUTTOFOOD, ed è proprio qui che le eccellenze agroalimentari del nostro territorio - arricchite dal recente riconoscimento dell’erbazzone reggiano IGP - puntano a valorizzare la loro qualità e unicità e ad incrementare un flusso di esportazioni che nel 2025 ha visto brillare i lattiero-caseari, mentre i vini vanno in cerca di una riscossa dopo aver scontato un risultato negativo.
Secondo i dati del Registro Imprese della Camera di commercio dell’Emilia Il comparto agroalimentare reggiano conta 517 imprese attive, che incidono per il 9,0% sull’intero settore delle attività manifatturiere provinciali. La maggiore concentrazione di queste realtà si rileva nella produzione di pane e prodotti di pasticceria freschi, con 188 unità che rappresentano il 36,4% del comparto. Seguono, con pesi rilevanti, il lattiero-caseario, con 63 unità e un’incidenza del 12,2%, e i pastifici alimentari, che contano 47 attività pari al 9,1%.
Il tessuto economico dell’agroalimentare assume per la provincia di Reggio Emilia un ruolo chiave anche nell’ambito delle esportazioni, che hanno chiuso il 2025 con un ammontare di 897 milioni di euro e un incremento del 5,7% sull’anno precedente. Tale risultato incide per il 6,8% sul totale dei flussi dei prodotti reggiani verso l’estero.
La quota principale dell’export nel 2025 è detenuta dal settore lattiero-caseario con il 31,7%, un valore di 284 milioni di euro e un incremento del 19,6% rispetto al 2024. I vini e le bevande, pur avendo scontato un calo del 12,5%, hanno chiuso l’anno scorso con un valore di 146 milioni, rappresentando il 16,3% dell’export provinciale. Altre quote rilevanti sono rappresentate dai mangimi, con 109 milioni e un’incidenza del 12,1%, e dai prodotti da forno e farinacei, con 91 milioni e il 10,2%.
Il biglietto da visita dell’agroalimentare reggiano a TUTTOFOOD 2026 è completato dalla ripartizione geografica delle esportazioni. L'anno scorso i prodotti d'eccellenza locali sono stati indirizzati prioritariamente verso gli Stati Uniti, per un valore di 150 milioni di euro e un’incidenza del 16,7%. Un altro partner di rilievo per il made in Reggio Emilia è il Regno Unito, che vale 131 milioni di euro, con un’incidenza del 14,7% sul totale dell’export agroalimentare reggiano.
Seguono, in graduatoria, la Germania con 95 milioni e una quota del 10,6%, la Francia con 72 milioni e l’8,0% e, infine, la Spagna con 42 milioni e il 4,7% sul totale.

